Cucina e dintorni: alimenti, ricette, articoli e informazioni sull'enogastronomia - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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Farro

Il farro è un cereale appartenente alla medesima famiglia del grano. Si divide in tre diverse varietà: farro piccolo, farro medio, farro grande o Spelta. Tali suddivisioni dipendono dalla forma della spiga, dal colore della farina, dalle giumelle e dalla cariosside.

Il Triticum dicoccum (questo è il suo nome scientifico) si semina in autunno, mentre la raccolta avviene in estate. Dopo la raccolta  il  farro viene sottoposto all’ operazione di sbramatura, durante la quale il seme viene svestito di alcuni  strati superflui, diventando  cosi pronto per il packaging  e consumo.

Questo antico cereale è stato per  diversi secoli uno degli alimenti fondamentali nella dieta delle popolazioni asiatiche e mediterranee. L’origine del farro sembra abbia avuto luogo in Palestina, in seguito si  diffuse anche in Siria ed Egitto. Nell’antica Roma era ritenuto molto prezioso tanto da esser utilizzato addirittura come moneta di scambio e come parte della dote nei matrimoni.

Il suo successo è dovuto alla sua notevole resistenza alle malattie e alla sua  grande adattabilità alla coltivazione in zone aride e difficili.

A partire dal   medioevo il suo appeal ,agli occhi dei produttori, diminuì a favore di altri cereali, in quanto più redditizi in termini di produzione per ettaro. Ad oggi invece il suo consumo  e produzione sono di nuovo aumentati grazie  alla rivalutazione che i dietologi hanno operato nei confronti di questo cereale, il quale contiene una notevole  quantità di fibre essenziali per il buon funzionamento dell’intestino.

Il valore nutrizionale del farro è molto simile al quello del grano tenero. Ricco di vitamine A, B, C, E  sali minerali, calcio, potassio, magnesio e fosforo, contiene proteine, acidi grassi polinsaturi, ferro, rame e manganese, ed  è appunto  ricco di fibre insolubili utili all’intestino. La sua peculiarità organica lo rende un ottimo  curatore della stipsi e secondo i medici può prevenire le neoplasie intestinali. I dietologi sostengono che una zuppa a base di farro offre un sensibile apporto di vitamine, proteine e sali minerali tra cui il ferro e il calcio. Tale conformazione lo rende un piatto adatto  a procrastinare lo stimolo della fame nonostante il farro non  rappresenti un  pasto pesante.  Persone che svolgono attività sportiva, pur rimanendo relativamente leggere, possono giovarsi di una buona quantità di carboidrati, indispensabili  durante gli sforzi fisici, e mantenere un regolare livello glicemico e calorico importante  per  una  tenuta agonistica ottimale. Altre indicazioni nutrizionali sono l'osteoporosi e le anemie mentre da alcuni anni il farro compare in diverse diete dimagranti.

Le ricette con il farro sono varie, si può utilizzare in grani come il riso o tritato tipo polenta, dopo una cottura di 30 minuti. Si consuma intero altrimenti nei piatti freddi, nei minestroni, nei supplì oppure tritato per polpette e nelle insalate. È possibile gustarlo sulla pasta anche con sughi semplici, o diversamente con carne oppure più semplicemente con tartufo , ricotta o straccetti di prosciutto. I piatti  a base di farro sono generalmente associati da ricchi contorni di verdure cotte, anche se i nutrizionisti le consigliano  crude, in modo che  possano trattenere fibre, sali e vitamine

 

 
 

 

 

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