Cucina e dintorni: alimenti, ricette, articoli e informazioni sull'enogastronomia - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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Il mais è una pianta graminacea annuale, appartenente alla tribù delle Maydae, ed è conosciuto anche  col nome di gran turco, granone o formentone.

Cresce in zone fertili, sensibilmente esposte al sole ed è caratterizzato da un fusto solido che può raggiungere l’altezza di 2 o 3 metri. All’estremità superiore del fusto sorge l’infiorescenza, chiamata volgarmente pennacchio; le radici  da cui germina la pianta sono dette radici primarie, mentre sono  secondarie o permanenti quelle provenienti dai primi nodi del fusto. All'ascella delle foglie, nella porzione intermedia dello stelo, si trovano le infiorescenze femminili o pannocchie. Quando la pianta del mais raggiunge la propria maturità genera un infruttescenza composta da un tutolo legnoso sul quale sono inserite le cariossidi (i chicchi di mais) disposte in file pari e in numero variante da 8 a 24, ma se ne possono trovare anche di 4 o 48. Il genere di mais più conosciuto è caratterizzato da chicchi color giallo, ma esistono in natura colorazioni che variano dal blu, al viola, al rosso e al nero.

L’ origine di questa pianta è americana, più precisamente del nuovo Messico, dove è stata scoperta la varietà con la datazione più remota. Mentre nel nuovo mondo era coltivata da più di 7.500 anni, in Europa il suo utilizzo stentò a diffondersi fino al ‘600. Grazie ai contadini arabi dell’Andalusia il grano si diffuse in Medioriente e, quando i mercanti italiani lo riportarono dalla Turchia alle piazze europee, il mais ebbe la sua  definitiva consacrazione. Secondo questa versione (tra le più  accreditate)  è  per questo motivo che al mais fu attribuito l’epiteto di ”grano turco”.

Al giorno d’oggi  la sua coltivazione è praticata in tutti i continenti,  essendo il mais una componente rilevante nell'alimentazione umana e animale, nonostante la sua composizione chimica non sia completa e nutriente  come quella del frumento o grano. L'uso del mais ha il potere di rallentare il funzionamento della tiroide e agisce come moderatore del metabolismo.Il mais si assume e cucina in diversi modi: La pannocchia può esser lessata o fatta alla griglia (È un uso tipicamente americano). Sgranati e lessati i chicchi di mais possono essere serviti in insalata o come contorno. I chicchi, schiacciati e tostati, si consumano inzuppati nel latte generalmente per la prima colazione, e vengono chiamati Corn flakes. Quando invece vengono solamente tostati, "scoppiano", generando  una pallina leggera, bianca e croccante di forma irregolare, il celebre Pop corn. In Italia la farina di mais è adoperata nella preparazione di svariati piatti (tra i quali il più famoso è la polenta). Dal germe della pianta si ottiene un olio dalle proprietà benefiche per l’organismo umano, in quanto coadiuvante nell’abbassare il livello di colesterolo nel sangue. Il mais è utilizzato anche nella fabbricazione di liquori.

Con l’avvento della biogenetica, anche il mais può essere geneticamente modificato in laboratorio. Tuttavia, nonostante la  produzione di mais OGM sia consentita in molti paesi del mondo, l'Italia non  ne consente la coltivazione e commercializzazione. I possibili danni all’organismo causati dall’assunzione di questi prodotti non sono ancora stati certificati, ma spaventano ugualmente  i consumatori italiani.

 

 
 

 

 

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