Cucina e dintorni: alimenti, ricette, articoli e informazioni sull'enogastronomia - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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CUCINA E DINTORNI

Cucina & Dintorni
Bibenda: dalla necessità al piacere, storia, professionalità e cultura
bevande gassate alcoliche o analcoliche: berle per necessità, bisogno e piacere
Caffè: l'altra metà del cielo e un must italiano
Camomilla: la bevanda dalle molte virtù curative
Cioccolata: la bevanda degli dei
Karkadè: il tè rosa dell'Abissinia
Digestivi: amari ed infusi
Infusi: aperitivo al basilico, infuso digestivo al basilico, infuso digestivo e tonico alla menta, infuso forte alla menta
Mate: il te dell'america meridionale
succhi di frutta: nettare per bambini e non solo
Tè: la bevanda nazionale di metà del mondo
Armagnac: l'acquavite della Guascogna
Brandy: il vino infuocato con secoli di storia
Calvados: dalla Normandia al mondo intero
Cognac: quando un brandy prende un nome proprio
aceto il condimento principe delle insalate che è anche un anticalcare ed uno sgassante
aceto balsamico tradizionale di Modena e di Reggio Emilia
acqua - acqua potabile - acqua minerale
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aperitivo l'immancabile preludio dei pasti importanti
Barman l'affascinante professione esaltata dal cinema e dalla letteratura
bibenda l'immenso gradevole e necessario mondo del bere
Cocktail - Cocktails alcolici - Cocktail con vino e birra di base - Cocktail analcolici
normativa europea acque minerali Dir. 15-7-1980 n. 80/777/CEE
Grappa: storia e caratteristiche del mito italiano
superalcolici: un piacere da usare con moderazione
Rum: bevanda caraibica con il mito di Hemingway
Vodka: dalla Russia con amore
Whisky: dai cow boy a James Bond la bevanda delle persone forti e decise

Bibenda: dalla necessità al piacere, storia, professionalità e cultura

Karkadè

La bevanda del Karkadè si ricava essiccando la corolla dei fiori di Ibisco. La pianta fa parte della famiglia delle Malvaceee, il Karkadè come la malva e la calendula ha delle proprietà antinfiammatorie.

La bevanda viene ricavata, come detto, mediante l’infusione dei fiori essiccati, dando origine alla tipica bibita di colore rosso.

Negli anni ’30 questa bibita era molto usata in Italia, perché durante l’epoca fascista a causa dell’autarchia (ricordiamo che i fiori di Ibisco sono originari dell’Abissinia che fu possedimento italiano dal 1936 al 1941), si usava al posto del tè che proveniva da Paesi stranieri che attuavano l'embargo contro l'Italia.

Il Karkadè è coltivato oltre che in Africa, nei Carabi, nella zona tropicale dell’America ed in India. Oggi è molto usato in Egitto, ed è tipico dei negozi che vendono oggetti per i turisti offrire questa bevanda prima di presentare i loro prodotti.

Il nome latino del karkadè è hibiscus sabdariffa, ed è anche denominato tè rosa dell’Abissinia.

Ha un sapore leggermente acidulo e usato freddo è molto dissetante. Se ne può bere in grande quantità perché non contiene eccitanti e bevuto caldo ha proprietà digestive e di regolazione epatica. Solo se usato in modo eccessivo può avere un’azione lassativa.

Possiede proprietà antinfiammatorie ed è consigliato nei casi in cui è necessario stimolare difese immunitarie dell’organismo: raffreddori, malattie infettive ed influenze. Inoltre contiene vitamina C in quantità doppia rispetto alla spremuta di arancia, si anche può usare esternamente in caso di infiammazioni della pelle.

 

 

 


 

 

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