Rafting: avventure fluviali fra natura e torrentismo - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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Il Rafting è uno sport relativamente recente, nato ufficialmente in Italia nel dicembre 1987 grazie alla volontà di un gruppo di appassionati che, al fine di praticare, promuovere e diffondere questa attività,  fonda a Milano l’Associazione Italiana Rafting (Airaf): questo passo rappresenta l’esordio ufficiale nel nostro Paese di una disciplina il cui primo Campionato Nazionale si svolge nel 1988 con la partecipazione di 15 imbarcazioni (numero che va incrementandosi sempre più da allora ad oggi, di pari passo con la progressiva elaborazione - ormai di riferimento internazionale - di un Regolamento tecnico di gara).

Rafting deriva dal verbo inglese “to raft”, ossia “navigare su una zattera”: gli appassionati sportivi si cimentano infatti nella discesa di rapide tumultuose e di torrenti a bordo di un canotto.

Contrariamente alle apparenze, la discesa ed il superamento di impervi corsi d’acqua non rappresentano uno sport particolarmente pericoloso, se si è a conoscenza di particolari tecniche per affrontare ostacoli e difficoltà.

L’idea di risalire e attraversare torrenti, fiumi e rapide con “imbarcazioni pneumatiche” (in passato otri di pelle gonfiate con aria, oggi gommoni con chiglie pneumatiche costruiti con materiali resistenti all’usura e agli impatti) affonda le sue radici, non per finalità sportive ma per necessità, all’epoca degli antichi Babilonesi.

Negli Stati Uniti questa disciplina trae origine dall’antica tradizione di indiani ed esploratori che guadavano corsi d’acqua poco ospitali a bordo di avventurose canoe di legno e ricoperte di pelle, fino a trasformarsi nello sport (approdato in Europa negli anni ’80) che oggi attrae sempre più appassionati del brivido e della “sfida con la natura”.

In fondo, contrariamente alle apparenze, il rafter ha bisogno di poche cognizioni di base: è sufficiente saper nuotare ed importantissimo affidarsi all’esperienza delle guide che conoscono percorsi e segreti delle correnti, oltre ad avere una forte spinta verso un’emozione che ha decisamente dell’avventuroso.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, ossia muta in neoprene, calzari, casco e giubbotto di salvataggio, è possibile noleggiarla presso le compagnie di navigazione: molte sono le proposte di associazioni e percorsi nel nostro Paese, così come è possibile scegliere gli itinerari grazie ad una classificazione dei fiumi navigabili in base alla loro difficoltà.

 

 

 

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