Abbazie, Chiese, Monasteri, Santuari: le residenze ecclesiastiche e monastiche - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini
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Abruzzo abbazie e monasteri

Abbazia di Santa Maria da Arabona

L’abbazia di Santa Maria da Arabona, situata nei pressi del comune di Manoppello (Pescara), è ancora oggi uno degli esempi più completi dell’architettura gotica francese. Fondata probabilmente nel 1208, deve il suo nome ad un preesistente tempio pagano (che sorgeva dove venne eretta la prima chiesa cistercense), dedicato alla dea Bona (dal latino "ara Bonae", cioè altare della dea Bona), una divinità romana onorata dalle donne come dea della fecondità e della castità.

La pianta della chiesa è semplicissima nel suo impianto a croce latina, e riprende quasi integralmente, anche se in dimensioni ridotte, la pianta e l'alzato delle grandi chiese cistercensi di Casamari e Fossanova. L’esterno presenta due rosoni, uno nell’abside, sotto al quale si trovano cinque monofore, l’altro nel transetto costruito quasi subito, vicino la torre campanaria. Le navate laterali situate a destra e a sinistra di quella centrale sorreggono l'intera volta, mentre l’interno della chiesa è caratterizzato dalla presenza dei costoloni, che enfatizzano e rimarcano le linee degli archi e delle volte.

Il tabernacolo gotico addossato ad un muro ed il candelabro pasquale, poggiante su di una colonnina, sostenuta da due cani ed un leone rampante, sono senza alcun dubbio le particolarità di questa abbazia, insieme ovviamente ai tre dipinti che decorano la parete del coro, firmati da Antonio Martini da Atri; rappresentano una Crocifissione, una Santa coronata e una Vergine in trono che regge in braccio il Bambino che, a sua volta, tiene tra le mani un piccolo cane bianco, particolare assai raro e suggestivo, e sono databili intorno al 1337.

La chiesa è circondata da un parco su cui si prospetta la parete a vetri che conclude il corpo restante dell'abbazia.

 

Manoppello

Situato sui primi rilievi della Maiella, il paese è in prevalenza dedito all'agricoltura ed all'artigianato, richiesto soprattutto per la lavorazione del ferro e del rame.

Una caratteristica di questo comune, è il famoso Santuario del Volto Santo, meta di continui pellegrinaggi anche da fuori regione e la cui reliquia è custodita nel santuario edificato nel XVII secolo e rimaneggiato nel primo dopoguerra.

Gli abruzzesi amano conservare i propri luoghi di culto, poiché considerano le pietre, le acque, gli alberi, i boschi e persino gli animali, al di là di ogni esemplificazione folcloristica, l'espressione del divino. Non ci deve quindi stupire la facilità con la quale si possono scorgere nel cuore delle montagne, abbazie, santuari, e piccole chiese, esempi storici, artistici e devozionali di una regione che si riconosce essenzialmente nel culto dei propri santi e nella celebrazione delle proprie feste.

Il centro del paese è stato fondato con ogni probabilità nel corso del VIII come fortezza, e per questo sono ancora visibili molti palazzetti sette-ottocenteschi conservati nel centro abitato caratterizzati da portali e finestre in pietra locale.

 

Pescara

Il comune ha cominciato a svilupparsi nel 1806, a nord del fiume omonimo, nella stretta fascia di terra che si perde tra le colline e il mare, insieme ad un altro comune Castellammare Adriatico, il fulcro del quale allora era il santuario della Madonna dei Sette Dolori, che con l'arrivo della ferrovia e la costruzione della Stazione nel 1863, aveva richiamato un numero crescente di fedeli.

La fusione dei due comuni avvenne nel 1926, patrocinante Gabriele D'Annunzio, con la nomina a capoluogo di una piccola provincia ricavata da quelle di Chieti e Teramo, a cavallo del fiume. Era l’incontro di due luoghi storici e assai diversi: commerciale, artigianale e popolare Pescara; borghese, signorile e turistico Castellammare Adriatico, famoso soprattutto per l’ingente presenza di ville ricchissime.

I nuovi edifici del capoluogo, oggi si realizzano il più possibile lungo l'Adriatica, e corso Vittorio Emanuele, continua ad essere la principale arteria cittadina, che unisce i due nuclei attraverso un ponte, edificato nel 1934.

La realizzazione della zona industriale tra Pescara e Chieti, i collegamenti autostradali e l'asse attrezzato, sono il frutto dello sviluppo postbellico che ha permesso a tutta la zona di rinascere anche culturalmente. Ne sono testimonianza le nuove facoltà introdotte all'Università D'Annunzio, le nuove sedi di uffici regionali e statali, la nuova Stazione centrale delle Ferrovie dello Stato, ed il porto turistico.

 

 

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