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Basilicata abbazie e
monasteri
Abbazia di San Michele
L’abbazia di san Michele sorge in un’oasi naturale nel cuore della
Basilicata dove ci sono i famosi Laghi di Monticchio due crateri di un
vulcano ormai spento da migliaia di anni.
L'abbazia, fondata dai Benedettini nel X sec., ha una tradizione
molto antica, fu costruita su una grotta scavata nel tufo, nei pressi
della quale sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III
sec. a.C.
La Grotta dell'Angelo dedicata a S. Michele era il luogo dove si
riunivano in preghiera i monaci italo-greci che anticamente abitavano la
zona. Dopo i Benedettini, nel 1456 l’abbazia passò ai Cappuccini, che
fondarono una biblioteca e un lanificio.
L'intero complesso è costituito da un convento a più piani, una
chiesa settecentesca e la cappella di S. Michele. Un caratteristico
sentiero attraversa i fitti boschi e conduce all'abbazia che, arroccata
su una falda del monte Vulture, si affaccia sul lago Piccolo creando un
gradevole contrasto con la natura circostante.
Verso la fine del cinquecento, la Badia di San Michele fu presa in
commenda dal Cardinale Borromeo e successivamente da Cardinale Filippo
Neri.
Grazie a loro si deve la rinascita della Badia dopo decenni di
decadenza. Divenne infatti un luogo di pellegrinaggio molto frequentato.
I laghi che circondano l’Abbazia sono due, uno grande, uno piccolo e
perfettamente circolari, il maggiore é verde, l'altro blu intenso, non
molto estesi, ma molto ricchi dal punto di vista ittico, essi sono
collegati da un canale ma i loro colori non si miscelano.
Tutto intorno sono presenti sorgenti termali di fanghi e acque
minerali terapeutiche.
La configurazione delle rive non permette di avere numerosi punti in
cui intraprendere l’azione di pesca, sono presenti tre pontili di legno,
due dei quali hanno l'accesso difficoltoso a causa del tratto boscoso da
attraversare. Il lago piccolo, maggiormente frequentato da turisti che
lo percorrono con numerosi pedalò, è quello che presenta le sponde
accessibili quasi per intero, eccetto nei punti dove sorgono i
ristoranti e gli imbarcaderi.
MONTICCHIO - POTENZA
Monticchio, centro della Basilicata, incastonato nel verde intenso
del monte Vulture, suddiviso fra i comuni di Atella e Rionero in Vulture, comprendente le due frazioni di Monticchio Bagni, stazione
idrominerale (acque bicarbonato-alcaline), e Monticchio Sgarroni.
Nel territorio del comune di Atella sono i piccoli laghi di
Monticchio (detti "i gemelli del Vulture"), occupanti il doppio cratere
centrale dell'apparato vulcanico del Vulture: il Lago Grande (0,4 km²) e
il Lago Piccolo (0,1 km²), separati da una striscia di terra larga 216
m. Monticchio sorge in provincia di Potenza, il capoluogo della
Basilicata che risale circa al IV secolo a. C. quando nella parte ovest
della città si insediò un villaggio neolitico. La storia di Potenza è
caratterizzata dall’avvento di tre terremoti devastanti durante l’arco
dei secoli, che permisero alla città, soprattutto con l’unificazione
della penisola nel XIX secolo, un netto miglioramento delle reti
stradale e ferroviarie.
Diventò Municipio e attraversò un periodo di splendore a tal punto
che nel V sec. fu sede vescovile. Verso il VII sec. iniziò ad
espandersi politicamente ed economicamente, fino a quando venne
saccheggiata da Carlo d' Angiò.
Nel 1694 un terremoto la devastò di nuovo e la ripresa fu lenta ma
alla metà del 700 diventò un attivo e grande centro industriale, tessile
e della lavorazione del ferro.
Grazie alla presenza di magistrati e di organi del governo il suo
livello culturale crebbe notevolmente. Dallo scorso secolo è capoluogo
della Basilicata, centro politico e amministrativo destinato ad
accrescersi con la fondazione dell' Università.
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