Questo bellissimo santuario, sorge
nel cuore del comune di Iglesias e fu edificato fra il 1284 e il 1288per
volere del Conte Ugolino della Gherardesca. La facciataè ancora
dell’impianto originario e presenta la commistione di due stili, quello romanico
nella parte inferiore, e quello gotico nella parte superiore, con due arcate a
sesto acuto e un rosone ornato da palmette in rilievo. L'interno della
chiesa invece, ha dovuto subire negli anni, diversi interventi di restauro, ed
oggi si presenta con una struttura ad un’ unica navata, con un ampio transetto.
Le cappelle laterali e la profonda abside a pianta rettangolare sono state
annesse nel corso del XVI secolo, ed è della stessa epoca anche la decorazione
del soffitto, caratterizzata da volte a stella, con costolature e gemma
centrale, secondo lo stile gotico-aragonese.
All'interno della chiesa, c’è anche
una cappella dedicata a Sant'Antioco. Venne costruita nel 1600, dopo che le
reliquie del Santo furono temporaneamente traslate da Sulci ad Iglesias per
timore delle invasioni turche.
Il campanile, modificato e restaurato
in epoche diverse, conserva ancora la campana originaria: come riporta
un'iscrizione incisa su di essa. La chiesa in passato fu meta di pellegrinaggio
per milioni di fedeli, tanto che nel 1503fu elevata al rango di
Cattedrale, e la diocesi venne trasferita da Tratalias ad Iglesias.
Il 15 di agosto ogni anno, la
Cattedrale è protagonista della suggestiva "Sfilata dei Candelieri". Una festa
risalenteal periodo della dominazione pisana in onore della vergine
Assunta in cielo. I Candelieri rappresentano i quattro quartieri storici(Santa Chiara, Castello, di Mezzo, Fontana) più le Corporazioni della
Montagna(operai di Miniera), dei Contadini e Vinajuoli, degli
Artigiani-Commercianti, degli Argentieri-Orafi. Inoltre, c'è un Candeliere che
rappresenta l'Università, ossia la Municipalità.
Iglesias
Le più antiche testimonianze della
presenza umana nel territorio di Iglesias risalgono al periodo Neolitico, come
testimoniano le frecce di ossidiana trovate sul colle Buoncammino, sul monte
Casulla, o la necropoli di Montixeddu. Nel corso della storia, accertata è la
presenza di Fenici (600 d.C.), Cartaginesi (700 d.C.) e soprattutto dei romani,
che avevano il centro più importante a Corongiu, a Sud di Iglesias. Iglesias è
sempre stata importante per le sue miniere, sfruttate a più riprese dai diversi
popoli che invasero e occuparono questo territorio.
Il nome della città di Iglesias non è
molto antico, dato che inizialmente veniva denominata data Villa di Chiesa, e
anche Villeclesia. Al tempo dello splendore delle repubbliche marittime
italiane, la città infatti si trova denominata Villeclesia Argentaria, nome che
i Pisani avevano aggiunto non tanto per l'argento che, sia pure in modeste
proporzioni, si trovava nelle miniere del luogo, ma perché allora il piombo, che
si scavava nelle miniere stesse, prendeva il nome di argentiere.
A parte la dominazione pisana, la
storia di Villa di Chiesa o di Iglesias, è strettamente legata a quella di tutta
la Sardegna, passata in potere degli Spagnoli dapprima nominalmente (1479) per
il matrimonio di Ferdinando II di Aragona con Isabella di Pastiglia, ed
effettivamente nel 1516 quando, per la morte del re, salì al trono il nipote, ex
figlio, Carlo, che cinse di poi la corona imperiale. Alla morte di Carlo II,
avvenuta nel 1700, sorsero diversi pretendenti a contendersi la successione; la
guerra che ne seguì finì col trattato di Utrecht (1713) e con quello di Rastadt
(1714), per effetto dei quali la Sardegna passò agli Austriaci. Il re di Spagna,
Filippo V, la riconquistò nel 1717, ma dovette cederla alla quadruplice alleanza
che gli si era formata contro.