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Legge Regionale N. 3 del 3-04-2002
Norme per l’attività agrituristica e
per il turismo rurale.
Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha
apposto il visto.
Il Presidente della Giunta Regionale
promulga la seguente legge:
ARTICOLO 1
(Finalità)1. La Regione, in armonia con la legislazione comunitaria e statale,
sostiene l’agricoltura anche mediante la promozione di idonee forme di turismo
nelle campagne al fine di:
a) favorire lo
sviluppo ed il riequilibrio del territorio agricolo e rurale;
b) agevolare
la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali attraverso lo sviluppo
della multifunzionalità della loro attività per il completamento della
formazione del reddito agricolo e per il miglioramento delle condizioni di vita;
c) creare e
consolidare nuove forme di ricettività e di servizi turistici nei territori
rurali;
d)
salvaguardare e migliorare il patrimonio naturale ed edilizio di architettura
rurale;
e) conservare,
tutelare e promuovere l’ambiente e il paesaggio agricolo;
f) valorizzare
i prodotti tipici e tradizionali e quelli provenienti da agricoltura biologica;
g) tutelare e
promuovere le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale;
h) sviluppare
il turismo sociale e giovanile per consentire una migliore conoscenza
dell’ambiente, degli usi e delle tradizioni rurali.
Capo I
Norme per l’esercizio dell’agriturismo
ARTICOLO 2 (Definizione di attività agrituristiche)
1. Per attività agrituristiche si intendono quelle di ricezione e ospitalità
esercitate stagionalmente dagli imprenditori agricoli, singoli od associati,
attraverso l’utilizzazione delle strutture, così come individuate dall’articolo
7, e dei fondi dell’azienda agricola a qualsiasi titolo condotta. Le suddette
attività devono risultare in rapporto di connessione e complementarità rispetto
a quelle agricole e non costituiscono esercizi pubblici commerciali di
ristorazione, albergo o affittacamere.
2. In particolare, sono attività agrituristiche:
a) dare
alloggio in appositi locali aziendali a ciò adibiti;
b) ospitare in
spazi aperti opportunamente attrezzati per la sosta;
c)
somministrare per il consumo sul posto, spuntini, pasti e bevande, ivi comprese
quelle a carattere alcolico e superalcolico, prodotti per almeno il 35 per cento
con materia prima proveniente dalla propria azienda, ridotto al 25 per cento per
le aziende che ricadono nelle aree di montagna e svantaggiate definite dalla
direttiva comunitaria n. 268 del 1975 e successive modificazioni ed
integrazioni. I prodotti integrativi e complementari per la preparazione,
provenienti dalla ordinaria distribuzione dei beni alimentari, non devono
superare il 20 per cento. La restante parte deve provenire dalla produzione
locale acquistata direttamente presso imprese agricole singole o associate
operanti nel territorio regionale;
d)
organizzare, nell’ambito dell’azienda o delle aziende associate o secondo
itinerari agrituristici integrati, anche se svolte all’esterno dei beni fondiari
nella disponibilità dell’impresa, attività ricreative legate alle tradizioni
rurali e territoriali, sportive, divulgative e culturali legate alle attività
agricole, ivi inclusa l’organizzazione di fattorie didattiche secondo quanto
previsto dalla normativa vigente.
3. S’intende per attività agrituristica stagionale quella riferita alla durata
del soggiorno dei singoli ospiti che non può essere superiore ai tre mesi
consecutivi.
ARTICOLO 3 (Rapporto di connessione e complementarità)
1. Le attività agrituristiche devono risultare in rapporto di connessione e
complementarità con l’attività agricola, che deve comunque rimanere principale.
2. Il carattere di principalità dell’attività di coltivazione del fondo, di
silvicoltura, di allevamento di animali, di trasformazione e di
commercializzazione dei prodotti, di salvaguardia ambientale rispetto a quella
agrituristica si intende realizzato quando il tempo-lavoro impiegato
nell’attività agricola è superiore a quello impiegato nell’attività
agrituristica.
3. Con il regolamento di attuazione di cui all’articolo 6 sono adottate apposite
tabelle per il calcolo delle ore lavorative occorrenti per le singole colture,
per gli allevamenti, per la silvicoltura, per le trasformazioni e per i lavori
di conservazione dello spazio agricolo e di tutela dell’ambiente, ed i tempi
previsti per l’espletamento delle attività agrituristiche.
4. Il rapporto di connessione e complementarità è presunto nel caso di aziende
che diano ospitalità completa a non più di otto persone o somministrino sedici
pasti giornalieri oppure accolgano campers, roulottes e tende per un massimo di
quattro piazzole.
5. Per la verifica del rapporto di connessione e complementarità l’operatore
agrituristico è tenuto a presentare al comune, nel cui territorio ricade la
struttura, entro il 31 dicembre di ciascun triennio successivo alla data di
inizio dell’attività, una relazione secondo le modalità stabilite con il
regolamento di attuazione di cui all’articolo 6. L’accertamento della
sussistenza delle condizioni di cui al comma 2 è effettuato dal comune nel cui
territorio hanno sede gli immobili dell’azienda nei quali viene esercitata
l’attività agrituristica.
ARTICOLO 4 (Operatori agrituristici)
1. Gli operatori agrituristici possono avvalersi, per l’esercizio dell’attività
agrituristica, della collaborazione di loro familiari, ai sensi dell’articolo
230 bis del codice civile e di personale dipendente assunto per l’attività
aziendale con contratto di lavoro agricolo ai sensi della normativa vigente.
2. Possono avvalersi del titolo di operatore agrituristico, utilizzando le
denominazioni “agriturismo” e “agrituristico”, solo gli imprenditori agricoli
singoli o associati iscritti nell’elenco regionale di cui all’articolo 9 e in
possesso dell’autorizzazione di cui all’articolo 10.
3. E’ vietato l’uso delle denominazioni di “agriturismo”, “agrituristico”, anche
modificate, alterate, rettificate o associate ad altre denominazioni, come
marchio individuale o commerciale, insegna, ragione sociale da parte di soggetti
che non possono avvalersi del titolo di operatore agrituristico ai sensi del
comma 2. E’ fatta salva la facoltà dell’utilizzo della propria denominazione da
parte dell’associazione “Agriturist” e dei suoi associati ad integrazione della
denominazione aziendale.
4. Parimenti è vietato l’uso, da parte delle aziende agrituristiche, delle
denominazioni “ristorante”, “pizzeria”, “albergo” riservate esclusivamente ai
titolari di licenze commerciali.
ARTICOLO 5 (Limiti di attività)
1. La capacità ricettiva delle aziende agricole che svolgono attività
agrituristiche non deve essere superiore:
a) per
ospitalità in alloggi: a trentacinque posti letto. E’ consentito raggiungere il
limite di cinquanta posti letto esclusivamente alle aziende ricadenti nelle aree
di montagna e svantaggiate definite ai sensi della normativa comunitaria e
statale vigente, nonché nelle aree comprese nei parchi regionali e nazionali e
in quelle sottoposte a vincoli di tutela integrale dal piano paesistico
ambientale regionale;
b) per la
sosta in spazi aperti: a dodici piazzole. In questo caso l’azienda agricola deve
avere una superficie minima di almeno tre ettari. E’ consentito raggiungere il
limite di venti piazzole esclusivamente alle aziende ricadenti nelle aree di
montagna e svantaggiate definite ai sensi della normativa comunitaria e statale
vigente, di dimensione minima di dieci ettari;
c) per la
somministrazione di pasti e bevande sul posto: a settanta posti a tavola. Tale
limite è elevabile a novanta posti in caso di somministrazione di prodotti
provenienti per non meno del 50 per cento dalla propria azienda. Il numero
massimo di pasti che l’azienda può somministrare nel corso dell’anno è quello
consentito dal rispetto del rapporto di connessione e complementarità.
ARTICOLO 6 (Regolamento di attuazione)
1. Il regolamento di attuazione della presente legge contiene:
a) le tabelle
formulate per il calcolo delle ore lavorative relative alle attività agricola ed
agrituristica e i criteri di conteggio;
b) la
modulistica necessaria per gli adempimenti amministrativi;
c) i criteri e le
modalità per la verifica del rapporto di connessione e complementarità;
d) la tipologia dei prodotti di derivazione aziendale o locale utilizzati per la
sommistrazione di spuntini, pasti e bevande;
e) le norme di
carattere igienico-sanitario ad integrazione di quelle previste dall’articolo 8;
f) le
modalità, le procedure e la documentazione da presentare per l’iscrizione
nell’elenco regionale degli operatori agrituristici ai sensi dell’articolo 9;
g) i criteri, le modalità e la documentazione da
presentare per il rilascio e per il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio
dell’attività agrituristica;
h) i criteri e
le modalità per la classificazione delle aziende agrituristiche;
i) i
periodi minimi di apertura;
l) ogni altra
disposizione necessaria per dare esecuzione alla presente legge.
2. Il regolamento di cui al comma 1 è approvato dalla Giunta regionale, entro
centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, acquisito il
parere della competente Commissione consiliare.
ARTICOLO 7 (Immobili destinati all’agriturismo)
1. Possono essere utilizzati per le attività agrituristiche i locali siti
nell’abitazione dell’imprenditore agricolo ubicati nel fondo, nonché gli edifici
o parte di essi esistenti nel fondo, indipendentemente dalle forme di
accatastamento.
2. Le attività agrituristiche possono essere esercitate anche nei nuclei e
borghi rurali, così come individuati dagli strumenti urbanistici comunali, in
locali nella disponibilità dell’imprenditore agricolo. Possono altresì essere
utilizzati gli immobili destinati a propria abitazione dall’imprenditore
agricolo che non disponga di fabbricati e strutture nel fondo coltivato ma
sempre nello stesso comune o in comune contiguo.
3. Gli edifici utilizzati per l’attività agrituristica mantengono la loro
destinazione di uso agricolo.
ARTICOLO 8 (Norme igienico-sanitarie)
1. Le aziende agrituristiche di cui alla presente legge devono possedere,
riguardo agli aspetti di abitabilità e agibilità, i requisiti strutturali ed
igienico-sanitari previsti dai regolamenti edilizi comunali e di igiene per i
locali di civile abitazione, tenuto conto delle loro particolari caratteristiche
di ruralità.
2. Fatto salvo l’obbligo di assicurare una superficie minima di metri quadrati 7
per le stanze da un letto e di metri quadrati 11 per le stanze a due letti con
incremento di 4 metri quadrati di superficie per ogni letto in più (la frazione
superiore a metri quadrati 0,50 è in tutti i casi arrotondata all’unità
superiore) nonché un’altezza media minima di metri 2,50, qualora le
caratteristiche strutturali o architettoniche degli edifici rurali esistenti non
permettano l’adeguamento ai requisiti di cui al comma 1, può essere consentita
la riduzione dell’altezza fino al limite minimo di metri 2,20, purché il volume
disponibile per posto-letto non sia inferiore a 18 metri cubi per camera ad un
letto e per i locali servizi, a 23 metri cubi per camera a due letti.
3. La superficie minima delle unità abitative attrezzate per il pernottamento ed
il soggiorno dotate di servizio autonomo di cucina, è fissata in metri quadrati
ventisei e possono esservi alloggiate non più di quattro persone, elevabili a
cinque nel caso di bambini fino a dodici anni.
ARTICOLO 9 (Elenco regionale degli operatori agrituristici)
1. Presso la competente struttura regionale è istituito l’elenco regionale degli
operatori agrituristici.
2. L’iscrizione nell’elenco costituisce condizione necessaria per il rilascio
dell’autorizzazione comunale di cui all’articolo 10.
3. Con il regolamento di attuazione, di cui all’articolo 6, vengono stabilite le
modalità e le procedure per l’iscrizione nonché la documentazione da presentare.
4. L’iscrizione nell’elenco si intende concessa qualora il termine fissato dal
regolamento di cui all’articolo 6 sia decorso in assenza di comunicazione
all’interessato.
5. L’iscrizione nell’elenco è negata nei casi previsti dall’articolo 6, terzo
comma, della legge 5 dicembre 1985, n. 730.
6. La cancellazione dall’elenco è disposta qualora l’imprenditore non abbia
intrapreso l’attività entro i tre anni successivi all’iscrizione, nei casi di
revoca dell’autorizzazione di cui all’articolo 12 o per la perdita dei requisiti
per l’iscrizione.
7. La struttura regionale competente verifica periodicamente la sussistenza e il
mantenimento dei requisiti previsti.
8. Nel caso di cancellazione dall’elenco gli operatori devono restituire
l’eventuale contributo riscosso maggiorato degli interessi legali, calcolati
dalla data dell’accertamento della perdita dei requisiti.
9. La Regione comunica al comune nel cui territorio è ubicata l’azienda
agrituristica l’avvenuta iscrizione e cancellazione della stessa dall’elenco di
cui al comma 1.
ARTICOLO 10 (Autorizzazione comunale)
1. Gli imprenditori agricoli, iscritti nell’elenco di cui all’articolo 9, che
intendono svolgere attività agrituristica devono presentare, al comune dove
hanno sede gli immobili, apposita domanda di autorizzazione.
2. Con il regolamento di attuazione di cui all’articolo 6, sono indicate le
modalità e la documentazione da presentare per il rilascio e per il rinnovo
dell’autorizzazione.
3. L’autorizzazione è rilasciata entro sessanta giorni dalla data di
presentazione dell’istanza, previa verifica del possesso dei requisiti richiesti
per le singole attività esercitate; in mancanza di provvedimento espresso, la
domanda si intende accolta.
4. L’autorizzazione è sostitutiva di ogni altro provvedimento amministrativo e
viene rilasciata a titolo gratuito ed ha durata triennale. Alla scadenza del
triennio l’operatore agrituristico presenta domanda di rinnovo, secondo le
modalità di cui al comma 2.
5. Nell’autorizzazione comunale dovranno essere specificate le attività
agrituristiche consentite ed i relativi limiti, nonché le utenze annuali
ammissibili ed i periodi di apertura. A richiesta dell’operatore, o a seguito di
controlli effettuati, nel rispetto del rapporto di connessione e
complementarità, secondo quanto indicato dall’articolo 3, il comune può variare
il volume di attività, mediante la modifica dell’autorizzazione in corso.
6. Entro il 31 gennaio di ogni anno il comune invia alla Regione un elenco
aggiornato degli operatori agrituristici autorizzati, con la localizzazione
delle aziende e l’indicazione delle singole attività esercitate.
ARTICOLO 11 (Obblighi amministrativi)
1. Il soggetto autorizzato allo svolgimento di attività agrituristiche deve:
a) dare inizio
all’attività entro il termine di un anno dalla data del rilascio
dell’autorizzazione;
b) esporre al
pubblico l’autorizzazione di cui all’articolo 10;
c) rispettare
i limiti e le modalità indicate nell’autorizzazione stessa e le tariffe esposte
ai sensi dell’articolo 13;
d) provvedere
alla registrazione e denuncia periodica delle generalità delle persone
alloggiate nel rispetto delle forme e dei modi previsti dalla normativa vigente
in materia di pubblica sicurezza;
e) predisporre
un foglio illustrativo dei prodotti DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, IGT, dei
prodotti tradizionali di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole 8
settembre 1999, n. 350, dei prodotti biologici offerti dall’azienda agricola e
metterlo a disposizione degli ospiti.
ARTICOLO 12 (Sospensione e revoca dell’autorizzazione)
1. L’autorizzazione di cui all’articolo 10 è sospesa con provvedimento motivato
per un periodo compreso tra i dieci e i trenta giorni, qualora venga accertato
che l’operatore agrituristico abbia violato gli obblighi stabiliti dalla
presente legge.
2. L’autorizzazione è revocata con provvedimento motivato qualora si accerti che
l’operatore agrituristico:
a) non abbia
intrapreso l’attività entro un anno dalla data del rilascio dell’autorizzazione,
ovvero abbia sospeso l’attività da almeno un anno;
b) abbia
contravvenuto agli obblighi di cui all’articolo 11;
c) abbia subito, nel corso dell’anno solare, più di due
sospensioni ai sensi del comma 1;
d) non abbia
rispettato i vincoli previsti a norma dell’articolo 17 per la destinazione d’uso
degli immobili beneficiari di contributi regionali.
3. Il provvedimento di revoca è comunicato dal comune alla Regione al fine
dell’aggiornamento dell’elenco di cui all’articolo 9.
ARTICOLO 13 (Pubblicità dei servizi e prezzi)
1. Nei locali di accesso o di ricevimento degli ospiti deve essere esposta una
tabella riassuntiva dei prezzi praticati per i servizi offerti, compreso
l’elenco delle camere con l’indicazione, per ciascuna di esse, dei principali
servizi e attrezzature disponibili, dei letti aggiungibili e dei prezzi massimi
applicabili.
2. In ogni camera deve essere esposto il cartellino contenente il prezzo massimo
del pernottamento e dei servizi ad esso collegati.
3. Gli operatori autorizzati che svolgono attività di alloggio o di ospitalità
in spazi aperti notificano, entro il 1° ottobre di ogni anno al comune
competente per territorio, mediante appositi modelli, i prezzi giornalieri
minimi e massimi che intendono praticare a partire dal 1° gennaio dell’anno
successivo, con facoltà di modificarli, entro il 1° marzo di ogni anno, per
quelli da praticare dal 1° giugno dello stesso anno.
ARTICOLO 14 (Barriere architettoniche)
1. Ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche
nelle strutture agrituristiche, si applicano le prescrizioni previste per le
strutture ricettive ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 9 gennaio
1989, n. 13, quando la ricettività complessiva aziendale sia superiore a sei
camere per alloggio, o a quattro piazzole per sosta in spazi aperti o a
venticinque posti per la somministrazione di pasti e bevande.
2. E’ consentita una deroga alla disposizione di cui al comma 1 qualora negli
interventi di natura edilizia sia dimostrata l’impossibilità tecnica, connessa
agli elementi strutturali ed impiantistici o per la presenza di fabbricati
di particolare pregio architettonico, dell’abbattimento delle barriere
architettoniche e dell’adeguamento dei locali per l’accoglienza delle persone
fisicamente impedite. La deroga è consentita dal comune in sede di provvedimento
autorizzativo.
ARTICOLO 15 (Recupero del patrimonio edilizio)
1. Negli edifici utilizzati per le attività agrituristiche sono ammessi gli
interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, recupero e risanamento
conservativo, e di ristrutturazione. Nel caso delle ristrutturazioni sono
possibili aumenti volumetrici, se previsti e consentiti dalle normative
urbanistiche comunali.
2. La Regione favorisce gli interventi di recupero o di ampliamento dei locali
ad utilizzo agrituristico che avvengano nel rispetto delle caratteristiche
rurali dell’edificio conservandone l’aspetto complessivo ed i singoli elementi
architettonici con l’uso di materiali e tecniche tipici della zona e con il
ricorso a tecniche di bioarchitettura.
3. Le concessioni edilizie relative agli interventi disciplinati dal presente
articolo sono rilasciate a titolo gratuito.
ARTICOLO 16 (Incentivi agli imprenditori agricoli e alle iniziative
collegate con l’agriturismo)
1. La Regione concede contributi in conto capitale agli imprenditori agricoli
singoli o associati che siano iscritti nell’elenco di cui all’articolo 9.2. I
finanziamenti di cui al comma 1 sono concessi per le seguenti iniziative:
a)
ristrutturazione e sistemazione di locali da destinare alle attività
agrituristiche in fabbricati al servizio dell’azienda agricola, sistemazioni
esterne e adattamento di spazi aperti da destinare alla sosta dei campeggiatori;
b) arredamento
ed attrezzature per i locali e per gli esterni di cui alla lettera a);
c)
realizzazione di itinerari, di strutture sportive e ricreative connesse alle
attività agricole e agrituristiche, con preferenza per quelle gestite in forma
associata da operatori agrituristici.
3. Con successivi atti della Giunta regionale sono individuati i criteri, le
modalità, le percentuali di aiuto e le priorità per l’assegnazione dei benefici.
ARTICOLO 17 (Vincolo di destinazione degli edifici)
1. Le opere e gli allestimenti finanziati ai sensi dell’articolo 16 sono
vincolati alla loro specifica destinazione a decorrere dalla data della
liquidazione finale dei contributi per la durata di anni dieci.
2. I beneficiari dei contributi sono tenuti a presentare atto da trascrivere a
proprie spese nel quale si impegnano al mantenimento della destinazione degli
immobili o degli allestimenti vincolati, ai sensi degli articoli 2643 e 2672 del
codice civile.
3. L’elenco delle strutture sottoposte al vincolo di cui al comma 1 è tenuto
dalla struttura regionale competente.
ARTICOLO 18 (Formazione professionale)
1. La Regione, le Province e gli enti locali assumono iniziative in
materia di formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale degli
operatori agrituristici, ai sensi della normativa regionale vigente in materia
di formazione professionale.
ARTICOLO 19 (Vigilanza e controllo)
1. La vigilanza e il controllo sull’applicazione della presente legge sono
esercitati dai comuni.
Capo II
Turismo rurale
ARTICOLO 20 (Definizione del turismo rurale)
1. Per turismo rurale s’intende una specifica articolazione dell’offerta
turistica regionale composta da un complesso di attività che possono comprendere
ospitalità, ristorazione, attività sportive, del tempo libero e di servizio,
finalizzate alla corretta fruizione dei beni naturalistici, ambientali e
culturali del territorio rurale.
2. In particolare, l’attività di turismo rurale deve essere esercitata in
immobili già esistenti, ubicati all’esterno del territorio urbanizzato o nei
borghi rurali così come delimitato dagli strumenti urbanistici vigenti, che
mantengano le caratteristiche proprie dell’edilizia tradizionale della zona.
3. La ristorazione deve basarsi su un’offerta gastronomica tipica della zona,
che utilizza come materie prime almeno il 70 per cento dei prodotti locali o
tipici acquisiti direttamente presso aziende e cooperative agricole della
regione, con preferenza per le produzioni DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, IGT, dei
prodotti tradizionali di cui al d.m. 350/1999, e dei prodotti biologici.
4. Gli arredi ed i servizi degli immobili e delle strutture debbono ispirarsi
alla cultura rurale della zona.
ARTICOLO 21 (Esercizi di turismo rurale)
1. Sono esercizi di turismo rurale:
a) le
country-houses così come individuate e disciplinate dalle leggi regionali di
settore;
b) i centri
rurali di ristoro e degustazione.
2. Gli esercizi di cui al comma 1, lettera b), sono disciplinati dalla legge 25
agosto 1991, n. 287 e successive modificazioni. Per tali tipologie il comune
integra il proprio piano per la somministrazione di alimenti e bevande, con la
previsione di una specifica quota di autorizzazioni destinate a questa attività.
3. Le autorizzazioni non sono trasferibili in altre zone non agricole.
ARTICOLO 22 (Sanzioni amministrative)
1. Per le violazioni delle disposizioni di cui all’articolo 4 si applica una
sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.000.
2. Chi opera senza l’autorizzazione comunale di cui all’articolo 10 è soggetto
ad una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a euro 7.750, nonché
alla chiusura dell’esercizio aperto senza l’autorizzazione, che non può essere
nuovamente rilasciata prima che sia decorso un anno dal provvedimento di
chiusura.
3. Il titolare di impresa agricola che esercita l’attività agrituristica che
utilizza i locali e gli spazi destinati ad alloggiare gli ospiti per un numero
di posti superiore a quello autorizzato è soggetto al pagamento di una sanzione
amministrativa pecuniaria da cinque a dieci volte il prezzo praticato per il
servizio per ciascun ospite riscontrato in esubero.
4. E’ applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 500
nei casi di:
a)
attribuzione al proprio esercizio con scritti, stampati ovvero pubblicazioni con
qualsiasi altro mezzo, di un’attrezzatura non conforme a quella esistente o di
una denominazione diversa da quella autorizzata;
b) mancato
rispetto dei periodi di apertura dichiarati;
c) mancata
esposizione al pubblico di copia dell’autorizzazione comunale;
d) violazione
degli obblighi di cui alla presente legge non altrimenti sanzionati.
5. Nel caso in cui venga commessa la stessa infrazione entro i due anni
successivi, le sanzioni pecuniarie previste dai commi precedenti sono
raddoppiate; viene altresì disposta la chiusura dell’esercizio da tre a
trenta giorni. In caso di reiterate violazioni, il comune può procedere alla
revoca dell’autorizzazione.
6. Le sanzioni amministrative sono applicate dai comuni secondo la procedura
stabilita dalla l.r. 10 agosto 1998, n. 33.
Capo III
Disposizioni comuni, transitorie e finali
ARTICOLO 23 (Conferenza permanente dell’agriturismo e del turismo rurale)
1. Al fine di analizzare le problematiche sulle attività previste dalla presente
legge e formulare pareri e proposte operative alla Giunta regionale, è istituita
la Conferenza permanente dell’agriturismo e del turismo rurale, articolata in:
a) comitato
istituzionale;
b) comitato
tecnico.
2. Il comitato istituzionale è composto da:
a) i dirigenti
delle strutture regionali competenti in materia di ambiente, sanità, turismo e
urbanistica;
b) un
rappresentante designato da ciascuna delle organizzazioni professionali agricole
maggiormente rappresentative a livello regionale;
c) un
rappresentante della cooperazione, designato congiuntamente dalle organizzazioni
maggiormente rappresentative a livello regionale;
d) un
rappresentante designato da ciascuno degli organismi e degli enti
istituzionalmente preposti al controllo ed alla vigilanza sulle attività
consentite dalla presente legge;
e) un
rappresentante degli esercenti del commercio designato congiuntamente dalle
associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale;
f) un
rappresentante degli esercenti del turismo designato congiuntamente dalle
associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale;
g) un
rappresentante dell’unione delle camere di commercio delle Marche.
3. Il comitato tecnico, che ha la funzione di analizzare l’attuazione e
l’applicazione delle norme contenute nella presente legge per il solo settore
agrituristico, è composto da:
a) il
dirigente della struttura regionale competente in materia di agriturismo o suo
delegato che lo presiede;
b) i
funzionari delle strutture regionali responsabili delle istruttorie in materia
di agriturismo;
c) quattro
rappresentanti designati dalle associazioni agrituristiche maggiormente
rappresentative a livello regionale.
4. Sono componenti di diritto della Conferenza:
a) l’assessore
regionale competente in materia di agriturismo, che la presiede;
b) il
dirigente della struttura regionale competente in materia di agriturismo;
c) il
dirigente della struttura regionale competente in materia di commercio.
5. La Conferenza è costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale
a seguito dell’avvenuta designazione di almeno la metà più uno dei
rappresentanti di ciascuno dei comitati di cui ai commi 2 e 3.
6. Il presidente della Conferenza convoca congiuntamente o disgiuntamente i
comitati di cui ai commi 2 e 3.
7. Le sedute sono valide con la presenza in prima convocazione della maggioranza
dei componenti in carica; in seconda convocazione è sufficiente un terzo dei
componenti.
8. La partecipazione alla Conferenza è a titolo gratuito.
9. Le funzioni di segreteria sono svolte dalla struttura regionale competente in
materia di agriturismo.
ARTICOLO 24 (Norme transitorie)
1. Le aziende agricole che esercitano attività agrituristiche che, alla data di
entrata in vigore della presente legge, esercitano l’attività ai sensi
della l.r. 18 ottobre 1999, n. 27 o, in regime di proroga, in base alla l.r. 13
novembre 2001, n. 24, si considerano automaticamente autorizzate se
rispettano quanto stabilito all’articolo 5 e se mantengono il rapporto di
connessione e complementarità di cui all’articolo 3.
2. Le aziende autorizzate ma non conformi a quanto stabilito dal comma 1,
adeguano i requisiti alle norme della presente legge entro il 31 dicembre 2002.
3. Entro lo stesso termine, i titolari delle aziende autorizzate ai sensi della
l.r. 6 giugno 1987, n. 25, che non intendano adeguarsi alle condizioni
previste dalla presente legge, possono richiedere al comune competente la
trasformazione dell’autorizzazione agrituristica nelle autorizzazioni come
previsto all’articolo 21. Nel caso che la trasformazione comporti la
costituzione di un centro rurale di ristoro e degustazione il comune provvede,
entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda, in deroga al numero di
autorizzazioni consentite, previo accertamento dei requisiti prescritti per
l’operatore e per le strutture dalla legge 287/1991 e successive modificazioni.
In questo caso agli operatori autorizzati da più di due anni viene riconosciuto
il requisito professionale ivi previsto e sono iscritti d’ufficio al registro
esercenti commerciali presso la camera di commercio della provincia competente
per territorio. Le aziende agricole che esercitano attività agrituristiche in
qualsiasi forma organizzate, soggette a regolarizzazione per ottenere
l’iscrizione alla camera di commercio, conservano il diritto alla trasformazione
nelle attività di turismo rurale, con la sola condizione di mantenere la
compagine sociale in essere anche se in forma giuridica societaria di nuova
costituzione ed in relazione anche al trasferimento del ramo di azienda.
4. Nel caso di trasformazione ai sensi del comma 3, i titolari delle aziende non
sono tenuti ad alcun versamento degli oneri di urbanizzazione relativi alle
opere realizzate ai sensi della l.r. 25/1987. Non sono altresì tenuti a
restituire gli eventuali contributi percepiti per l’attività agrituristica.
ARTICOLO 25 (Disposizioni finanziarie)
1. Per le finalità previste dalla presente legge, dall’anno 2002 e per gli anni
successivi, l’entità della spesa sarà stabilita con legge di approvazione dei
rispettivi bilanci.
2. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese autorizzate sono iscritte a
carico del capitolo che la Giunta regionale è autorizzata ad istituire nello
stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno 2002 con la
denominazione di seguito indicata: “Attuazione degli interventi in materia di
agriturismo e di turismo rurale”.
3. Per gli anni successivi le risorse saranno assegnate al capitolo
corrispondente a quello indicato al comma 2 con legge di bilancio.
ARTICOLO 26 (Abrogazione)
1. Sono abrogati la l.r. 27/1999, la l.r. 24/2001 e l’articolo 6, comma 4, della
l.r. 8 marzo 1990, n. 13.
ARTICOLO 27 (Notifica alla Commissione europea)
1. La concessione dei contributi previsti dalla presente legge è subordinata al
parere positivo di compatibilità da parte della Commissione europea, ai sensi
degli articoli 87 e 88 del Trattato CE.
ARTICOLO 28 (Efficacia delle norme)
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 6, le norme della presente legge hanno
effetto a decorrere dall’adozione del regolamento ivi previsto.
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione. E'
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
Regione Marche.Data ad Ancona, addì 3 aprile 2002 |