Cavalli e cavalieri - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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Cavalli e cavalieri la rubrica di equitazione di Correre nel verde

MULO

Il mulo è uno degli animali da lavoro più utilizzato dall’uomo nel corso dei secoli. Questo particolare ibrido, nato dall’accoppiamento di uno stallone asinino con una cavalla, era già diffuso nell’antichissima Illiria. Nel corso del secoli, il mulo ha trovato grande impiego in ogni tipo di lavoro pesante, come animale da soma e da traino. Lungo i sentieri di montagna o tra i le mulattiere, il mulo è stato sempre apprezzato per la sua robustezza, la resistenza alle malattie, l’adattabilità ai terreni più impervi, la rusticità e la proverbiale caparbietà (è d’uso comune dire “testardo come un mulo”). È inoltre un animale che necessita di poche cure, dotato di una grande forza digestiva, scontroso ed indipendente, a volte aggressivo, ma sempre affidabile, pronto ad portare a termine i lavori più pesanti.

Fino a pochi anni fa, il mulo era molto diffuso in molti luoghi, dal Mediterraneo alle Americhe, dall’Asia all’Africa. In Europa erano particolarmente apprezzati i muli francesi, robusti e muscolosi, provenienti principalmente da quattro regione: Cévennes, Poitou, Dauphiné e Pirenei.

Fino alla seconda metà del secolo scorso, in Italia era molto diffusi i muli martinesi, derivati dall’incrocio di asini di Martina Franca (Ta) e cavalle murgesi, utilizzati soprattutto dalla fanteria alpina e dall’artiglieria per il trasporto di armi, munizioni, tende ed approvvigionamenti.

Al fianco degli Alpini, il mulo ha attraversato quasi un secolo della storia italiana, dalla Prima Guerra Mondiale, insieme ai soldati italiani nelle impervie vie di montagna, trasportando con instancabile tenacia mitragliatrici e pesanti obici, sino al 1993, anno in cui il quadrupede è scomparso dall’esercito italiano.

A differenza del cavallo, il mulo ha orecchie lunghe e testa grossa; il collo è corto, la criniera è scarsa, l’altezza media è di circa un metro e cinquanta, le articolazioni solide e larghe. Le colorazioni del mantello più frequenti sono il grigio ed il nero.

Gli esemplari maschi sono di solito sterili.

In seguito alla meccanizzazione di molti lavori, il mulo ha perso oggi il sua antico impiego; in alcuni luoghi d’Italia, l’animale è usato nell’ippoterapia.

Nel 2008, L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha deciso di organizzare la prima edizione della  Giornata Nazionale della Tutela degli Asini e dei Muli.

 

 

 

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