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ITALO BALBO
Italo Balbo è una figura
simbolo dell’orgoglio nazionale italiano tra gli anni ’20 e ’30.
Nato a Ferrara il 6 giugno 1896,
laureato in scienze sociali, capitano degli Alpini, a soli ventisette anni è
nominato comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza
Nazionale.
Nel novembre del 1926 diviene
sottosegretario per l'aeronautica, e da allora si dedica, con frenetico
attivismo, allo sviluppo dell'arma aerea, una passione che lo rende presto
famoso in tutto il mondo e che lo porta alle soglie del 1933 ad essere nominato
prima generale di squadra aerea, poi ministro dell'aeronautica.
Negli anni del fascismo Balbo,
ambizioso e grande organizzatore, sarà uno dei giovani più stimati dal Duce, che
in ogni caso non ama circondarsi di personalità troppo carismatiche e così,
nominandolo il 26 novembre del 1933, Governatore della Libia, lo relegherà ai
margini del centro politico italiano.
Balbo diviene in breve un uomo di
successo, orgoglio dell’aereonautica italiana, capace di affrontare anche le
prove più dure: la guerra di Spagna e la seconda guerra mondiale. La guerra
civile in Spagna rappresenta la prima sfida per i piloti italiani, che a bordo
dei velivoli da caccia Fiat C.R. 42 Falco e Fiat C.R. 32, senza radio a bordo,
senza corazzature, senza una cabina chiusa e con scarso armamento, diventano
anche oggetto di gravi incidenti, come quello capitato al capitano Ernesto
Botto, che il 12 ottobre del 1937, ai comandi di un C.R. 32 sui cieli di
Saragozza, si imbatte in uno scontro con un caccia sovietico, dal quale riesce
ad uscire vivo seppur con una gamba in meno. In suo onore la 32° Squadriglia
Caccia prende il nome di Gamba di Ferro.
La guerra in Spagna è un banco di prova
per la nostra aeronautica, che di lì a poco, affronta anche il secondo conflitto
mondiale avendo come armamento principale solo il coraggio dei piloti messi a
pilotare le "vacche" (così li chiamavano i SM 79, 80, 81, 82).
Intanto, tornando indietro nella
storia, nel 1923 Mussolini crea il Commissariato per l'Aeronautica,
attribuendosene la direzione ed affidandolo, al vicecommissario Aldo Finzi,
sottosegretario agli Interni, un fascista fedelissimo e dinamico. Finzi nello
stesso anno fa nascere il corpo della Regia Aeronautica, arma indipendente, con
propria divisa, gradi e ruoli, provocando non pochi brontolii tra Esercito e
Marina.
In realtà quello di Finzi e Mussolini è
lo stesso programma, lo stesso piano per far risorgere il business delle
commesse militari. Un sogno che culmina nella costituzione del ministero per
l'Aeronautica, a sostituzione del transitorio commissariato, alla guida del
quale si pone lo stesso Duce. Comincia la ricerca spasmodica dei record, dei
voli sensazionali, delle prestazioni sempre più clamorose, volte a scuotere un
mondo politico ancora sospettoso, o perlomeno indifferente, verso quella che per
molti era ancora una novità.
Il pilota d'aeroplano diviene in quegli
anni anche una figura letteraria, con lo sguardo perso verso orizzonti così
lontani da poter essere solo sognati.
Dopo la trasvolata di Linderbergh
attraverso l’Atlantico del 1926, e quella del giovane De Pinedo nel 1927 da Roma
a Tokio, passando per l'Australia, e relativo ritorno, il 12 settembre del 1929
Balbo diventa ministro dell'Aeronautica promovendo subito la costituzione di
organi indipendenti: il centro studi di Montecelio, diretto dall'ingegner
Guidoni, per coordinare e promuovere lo sviluppo aeronautico, e la scuola di
Alta velocità, a Desenzano del Garda.
Partono i primi raid ma le aspettative
di uno sviluppo efficiente e poderoso dell’arma aerea si infrangono presto con
la realtà che De Pinedo stesso rivela, quella di aerei da caccia e bombardieri
con velocità limitate, e un parco di veicoli da combattimenti indietro di almeno
una diecina d'anni.
Il regime rifiuta di prendere in
considerazione la possibilità di un fallimento nei progetti del Duce e organizza
una trasvolata atlantica con uno stormo di idrovolanti, incuranti del fatto che,
nei 32 tentativi di voli oceanici fino a quel momento effettuati nel mondo,
avevano trovato la morte ben 22 piloti.
Davanti ad un progetto tanto ambizioso
Balbo non può tirarsi indietro. Seleziona i migliori piloti provenienti dalla
scuola di Navigazione Aerea d'Alto Mare, diretta dal maggiore Ulisse Longo, e li
addestra al volo cieco e alla pratica delle comunicazioni radio.
Il 17 dicembre 1930 decollano da
Orbetello dodici idrovolanti S. 55 adattati per il volo oceanico, con l'appoggio
di cinque cacciatorpediniere. Dopo le prime difficoltà, dovute al cattivo
funzionamento dei motori Fiat, undici aerei riescono, il 15 gennaio 1931, ad
ammarare a Rio de Janeiro, dopo aver percorso diecimila chilometri.
L’impresa riesce dunque e ciò sprona
Balbo a mettere allo studio nientemeno che un giro del mondo, da effettuarsi nel
1932, nel quadro delle manifestazioni per la celebrazione del decennale della
Marcia su Roma.
Il progetto però viene bloccato dalla
guerra cino-giapponese che preclude i cieli dell'estremo oriente e dall'arrivo
dell'onda lunga della recessione americana. Balbo è costretto a cambiare
obiettivo ed organizzare un più modesto raid Orbetello - Chicago - New York –
Ostia, con l’appoggio scettico di Mussolini che comincia a nutrire dubbi sulla
capacità gestionale del suo ministro.
Lungo il percorso vengono dislocate sei
baleniere, due vedette e due sommergibili, e tre stazioni meteorologiche,
appositamente allestite in Groenlandia, sono pronte a fornire agli equipaggi via
radio, i bollettini necessari.
Il 7 luglio 1933 decollano da Orbetello
venticinque S. 55, muniti di due motori Isotta Fraschini da 930 HP. Dopo il
sorvolo delle Alpi, le mete successive sono in Islanda, in Canada, per ammarare
infine a Chicago e successivamente a New York, dove ai piloti e a Balbo stesso
viene riservato un trionfo senza precedenti a Broadway.
Balbo entra così nella leggenda,
ricevendo anche gli onori del Duce che lo premia col grado di Maresciallo
dell'aria e con un trionfo in stile romano.
Ma questa nuova carica Balbo se la gode
poco. Proponendo al Duce una riorganizzazione di tutte le Forze Armate, con
chiara preminenza dell'Aeronautica, nonché una riforma del ruolo di capo di
Stato maggiore generale, egli infatti si espone troppo e Mussolini per paura di
un possibile rivale carismatico lo esonera dai suoi incarichi, riassume "per
ragioni politiche" nelle sue mani i ministeri militari, e contemporaneamente lo
nomina governatore della Libia. Un gesto che lo allontana dal suo prestigio, dai
suoi onori dalla politica italiana, dalla decisione di Mussolini di appoggiare
Hitler nella seconda guerra mondiale, e che lo condanna sua malgrado a non
tornare più in patria.
Il 18 giugno 1940 infatti, 18 giorni
dopo l'inizio della suddetta guerra per errore la contraerea italiana centra in
pieno l’aereo di Italo Balbo che non era impegnato in nessuna missione, ma solo
in un volo di ricognizione nei cieli africani.
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