Cavalli e cavalieri - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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PUROSANGUE INGLESE

Il purosangue nasce in Gran Bretagna, ed è il cavallo più veloce al mondo. Per creare questa razza sono bastati solo 200 anni. In origine i cavalli usati per le corse erano i pony di Galloway, poi prima della Restaurazione nel 1660 si giunse ad adoperarne di varie razze.

Carlo II incentivò le importazioni di cavalli orientali destinandoli agli eserciti e ben pochi furono usati per le corse, la nascita del purosangue è dovuta ad un caso fortuito, che gli inglesi colsero al volo, selezionando scrupolosamente il nuovo incrocio. I purosangue discendono da tre stalloni di razza orientale, il primo fu Byerley Turk del colonnello Byerley, che per anni accompagnò il suo padrone in battaglia, messo a riposo fu destinato alla riproduzione, probabilmente si unì con fattrici di razza welsh, connemara, e spagnola, quest’incrocio portò un’aumento di cavalli con sangue orientale, ma si era ancora lontani dalla razza purosangue. Nel 1704 arriva in Inghilterra lo stallone Darley Arabian, che fatto unire a queste nuove fattrici produsse puledri di qualità elevata. Un suo figlio, "Flying Childers", fu il primo grande campione.

Nel 1720 con l’arrivo dello stallone Godolphin Arabian che fatto accoppiare a fattrici di ottima genealogia produsse puledri che consolidano finalmente la razza del purosangue. Gli allevatori inglesi nella selezione di questo cavallo adottarono metodi rigorosi, soprattutto vagliando ogni soggetto oltre che dal pedigree che doveva essere molto preciso anche dalla dimostrazione della velocità su pista del cavallo stesso, e nel 1791 prima con un’introduzione, poi nel 1808 con la pubblicazione del libro genealogico generale, i cavalli ivi descritti erano purosangue a tutti gli effetti.

Allevare cavalli da corsa stava divenendo però troppo dispendioso, perché i soggetti adatti alle corse dovevano avere la resistenza e il giusto coraggio per sostenere le varie eliminazioni nelle gare e per percorrere piste le lunghe fino a 12 miglia . Poiché i costi da sostenere perché giungessero alla maturazione di queste qualità erano alti bisognava usare cavalli più giovani, allora furono accorciate le distanze delle piste e abolite le selezioni. Ora era la velocità che contava in questi cavalli , e quindi si migliorò il cibo rendendolo più energetico, di conseguenza migliorò anche la statura di questa razza che aumentò di 15 cm. Ed anche la velocità su brevi distanze aumentò.

Nel 1850 si raggiunge il massimo della velocità; da allora minime sono state le migliorie. I purosangue più pregiati, oltre ovviamente i grandi campioni, sono quelli di 3 anni che di solito danno buoni risultati su distanze "classiche" (1800-2000 m). Per le corse di "velocità" (1000-1500m) si adattano meglio i cavalli precoci, sono migliori sia in accelerazione sia in potenza. Mentre i meno precoci sono usati per i "fondisti". Poi ci sono i purosangue saltatori che gareggiano in "corse ad ostacoli". Il purosangue come l’arabo è usato per migliorare le razze. Paesi di tutto il mondo sono diventati allevatori di questa razza e in Italia si ricordano ancora campioni come Nearco, Donatello II, e Ribot.

Con tante categorie di purosangue la conformazione è varia ed anche l’altezza che può andare da 147 a 178 cm, comunque i migliori soggetti sono quelli che si presentano con testa sottile, collo arcuato e garrese pronunciato, la spalla inclinata, ed il dorso breve, hanno tronco profondo, e quarti posteriori forti e muscolosi, garretto ben in appiombo, arti sottili e robusti. Le movenze dovranno essere sciolte e i passi estesi con andature che coprono il terreno a lunghe falcate, il galoppo più veloce d’ogni altro cavallo, il colore del loro manto è intero in quasi tutte le varianti.

 
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