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CAVALLO AGRICOLO ITALIANO DA TIRO PESANTE
RAPIDO
Il Cavallo
Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido è il frutto di un lungo
lavoro di incrocio di razze diverse, iniziato in Italia nel corso
del secolo scorso. Le esigenze dell’industria agricola e quelle
dell’Esercito italiano hanno portato all’allevamento di cavalli
adatti sia al lavoro agricolo che al tiro pesante, utilizzando per
lo scopo stalloni di razza Bretone, Percheron, Ardennese e razze
inglesi. Col passare del tempo divenne pratica comune incrociare
stalloni bretoni con fattrici locali di razze diverse. Subito dopo
il secondo conflitto, si è avviato il controllo selettivo della
produzione, denominando la razza con il nome di Cavallo Agricolo
Italiano da Tiro Pesante Rapido. In origine l’animale aveva una mole
medio-pesante, arrivando a pesare anche 700 chilogrammi; era nevrile
e brillante nei movimenti, adatto al tiro rapido ed al lavoro.
Con l’avvento della
meccanizzazione di molti lavori agricoli, la razza è stata allevata
principalmente per la produzione di carne. A partire dalla fine del
secolo scorso, la razza ha trovato nuovo impiego nel settore del
turismo ambientale, nelle are di particolare interesse ambientale e
nelle aziende del circuito biodinamico e biologico.
Secondo i dati
dell’ Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Agricolo
Italiano da Tiro Pesante Rapido, nel 2007 erano allevati in Italia
più di 6.000 esemplari, distribuiti negli allevamenti di tutta
Italia (soprattutto Lazio, Umbria, Abruzzo, Veneto ed Emilia
Romagna). L’animale si presenta oggi con una mole notevole (gli
stalloni arrivano a pesare 900 chilogrammi), i diametri trasversi e
le masse muscolari sono ben equilibrati; l’altezza al garrese è
compresa tra i 150 ed i 160 centimetri. È un cavallo di buon
temperamento, resistente e nevrile.
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