LIQUORI - Correre nel verde - direttore responsabile Giorgio Gandini


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Mirto

Dalle due isole di Sardegna e Corsica si è allargato a tutto il mondo il consumo del liquore di mirto.

Si tratta di una pianta presente su entrambe le isole e usata anche come spezie per condire delle carni cotte alla brace.

Il mirto si può ricavare in due maniere diverse. Per produrre il mirto nero è necessario inserire delle bacche della pianta a macerare nell’alcool.

Invece per realizzare il mirto bianco a macerare devono andare le foglie della pianta.

Solitamente si aggiunge al tutto, dopo circa un mese di macerazione, una soluzione di acqua e zucchero, anche se alcuni aggiungono del miele.

Questo ultimo miscuglio deve rimanere ad invecchiare per alcuni mesi. Diciamo che il termine massimo per l’invecchiamento dovrebbe non superare l’anno.

Il mirto più “giovane” tende ad essere riconoscibile grazie ad un colorito che varia tra il viola scuro e il nero, mentre quello più anziano, intorno all’anno di formazione, tende ad un colore bruno.

Normalmente questo liquore ha una variazione alcolica che varia tra i 30 e i 35% di volumi.

Nel 1994 in Sardegna, per difende il mirto come prodotto tipico, viene fondata l’associazione “Produttori Mirto Tradizionale”.

Date le sue capacità di aiutare la digestione, il Mirto è indicato come liquore da fine pasto.

È consigliato berlo freddo di congelatore ma esistono, come sempre, delle eccezioni.

Tra gli abbinamenti ricordiamo quello con il caffè. È indicato come bicchiere da utilizzare, per meglio assaporare le varie sfumature del liquore, un bicchiere a tulipano possibilmente conservato nel frigorifero.


 

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