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Paninoteca
Trentadue anni e
non dimostrarli: era il 1979 quando il primo “Panino Giusto”sbarcò a
Milano.
Di strada ne ha
fatta il locale di piazza Beccaria fino a diventare un simbolo del
made in Italy nel mondo, ma di strada ne ha fatta anche il panino
vero artefice di tanto successo.
Per molti anni il
panino è stato snobbato e visto come ripiego della pausa pranzo,
oggi finalmente ha riacquistato il suo smalto e la sua importanza
non solo tra i consumatori, ma anche tra i dietologi.
Naturalmente
bisogna fare una distinzione tra panino della paninoteca e quello
dei fast food: salutare il primo, molto grasso il secondo.
Nell’epoca delle
grandi catene americane di fast food come McDonald's e Burger King,
il panino nostrano ha saputo ritagliarsi uno spazio vitale che è
andato crescendo negli ultimi tempi grazie al ritorno ad
un’alimentazione sana ed equilibrata.
I panini
“americani” infatti, adorati dai giovani e demonizzati dai genitori,
negli ultimi tempi sono stati presi a simbolo, forse con troppa
leggerezza, del problema dell’obesità fra i giovani; panini da
“catena di montaggio” come in molti li hanno definiti, fatti con
ingredienti pieni di grassi e poveri di nutrienti.
Il panino nostrano
invece è diventato simbolo di genuinità, gli ingredienti che si
possono usare per la preparazione sono i più svariati e vanno dai
salumi alle verdure in modo da mixare tali elementi in migliaia di
modi diversi, dando vita ai nomi più svariati.
Le paninoteche
stanno prendendo sempre più piede non solo tra i giovanissimi, ma
anche tra i lavoratori che vogliono un pasto veloce ma non per
questo scadente.
Da un punto di
vista economico inoltre possiamo dire che le paninoteche ricoprono
un mercato di nicchia all’interno della nostra economia non
indifferente, nel loro piccolo infatti anche loro contribuiscono ed
ogni giorno assistiamo a nuove creazioni.
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