Sport e tempo libero - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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MEDICINA DELLO SPORT

Si definisce medicina dello sport quella branca della scienza medica che si occupa di studiare i fenomeni collegati alla pratica di attività sportive.

Chiunque si impegni nello svolgimento di una disciplina sportiva infatti, seppur con intensità e caratteristiche commisurate al carico di lavoro ed alle specificità dell’attività stessa, sottopone il proprio sistema biologico a delle sollecitazioni, che nella grandissima maggioranza dei casi, inducono delle modificazioni sulla propria conformazione fisica ed organica.

Gli effetti derivanti da una pratica costante di attività sportiva coinvolgono principalmente l’apparato respiratorio e l’apparato cardiovascolare: le loro modificazioni, sia funzionali che morfologiche, sono da attribuire soprattutto alle maggiori esigenze metaboliche che manifesta un organismo sotto sforzo.

Tale organismo quindi assiste in genere, nel caso dell’apparato respiratorio, ad un miglioramento degli scambi gassosi dovuto all’aumento degli alveoli attivi e ad un aumento del calibro delle vie respiratorie, mentre per quanto riguarda l’apparato cardiocircolatorio, seppur con notevoli differenze quantitative in base al tipo di attività in questione, ad un ingrandimento dell’organo stesso (cuore) e ad una positiva riduzione della frequenza cardiaca a riposo.

Di grande importanza nell’ambito di questa branca medica il filone della scienza della nutrizione, ad essa strettamente collegato e volto, grazie allo studio del metabolismo applicato all’’esercizio fisico, alla creazione di regimi alimentari calibrati e personalizzati in grado di ottimizzare la salute dell’individuo in base alle sue specifiche e mutevoli esigenze nutrizionali.

Un altro aspetto fondamentale della medicina dello sport  è quello relativo alla valutazione dello stato di salute e dell’idoneità fisica di un soggetto che si appresti alla pratica di una determinata attività.

L’eventuale giudizio di idoneità medico-sportiva è ormai obbligatorio per legge sia in caso di atleti agonisti  (nel qual caso deve essere rilasciato a seguito di visite preventive e periodiche effettuate da esperti iscritti alla Federazione medici sportivi italiani secondo il decreto ministeriale 18 febbraio 1982 e quello del 13 marzo 1995 che prevede una scheda sanitaria che tuteli la situazione degli sportivi professionisti), sia in caso di attività sportiva non agonistica (quindi la frequenza di piscine, palestre e centri sportivi, per le quali è previsto un certificato, attestante la buona salute e la mancanza di controindicazioni alla pratica di attività sportiva non agonistica, rilasciato da medici di fiducia o da pediatri convenzionati con il Servizio sanitario nazionale).

Esistono in tal senso nei soggetti sia controindicazioni assolute, sia relative, legate sia alla tipologia dell’attività specifica sia alle caratteristiche dell’eventuale patologia: la maggior parte di questi problemi è di solito da attribuirsi a patologie dell’apparato cardiovascolare ed è comunque sempre consigliabile che il giudizio medico, sia pur preventivo, sia fornito da esperti che abbiano una conoscenza adeguata della situazione globale del soggetto.

Le attività sportive in base agli studi di fisiologia e biomeccanica possono essere suddivise in più categorie:

  • attività ad impegno prevalentemente anaerobico

  • attività ad impegno aerobico-anaerobico

  • attività ad impegno aerobico-anaerobico alternato

  • attività di potenza

  • attività di destrezza

La medicina dello sport, nata principalmente per far fronte ai problemi traumatologici e chirurgici causati dagli sport maggiormente diffusi (calcio, sci, rugby, pugilato, etc), ha oggi esteso i propri campi di applicazione allo studio dei problemi fisiologici e biochimici connessi all’allenamento e allo sforzo, alla selezione psicofisica degli atleti, e soprattutto negli ultimi tempi, alla ricerca dei metodi diagnostici atti a svelare e a prevenire il ricorso al doping.

 

 

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