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SCHERMA

Storia della scherma

Tra i primi trattati di scherma ricordiamo il Flos duellatorum, scritto nel 1410 dall’italiano Fiore de’ Liberi e considerato la prima opera del genere; i trattati del XVII secolo scritti dagli italiani Achille Marozzo e Pietro Moncio.

Tra le prime scuole internazionali di scherma ricordiamo l’ecole de Joinville, nata nel 1852 in Francia, e quella spagnole di Toledo; proprio la città di Toledo è stata un’importante centro di produzione di lame di spade sin dal XIV secolo.

La pratica del combattimento con la spada affonda le sue radici nell’antichità; Omero, infatti, narra di questa pratica nell’Iliade e nell’Odissea, anche se è inserita in un contesto militare.

Intorno al V sec. d. C. le popolazioni germaniche, soprattutto i Franchi, i Longobardi ed i Goti, diffondono in Europa la pratica del duello. Nel Medioevo inizia la pratica dei tornei: i concorrenti si affrontano sia a cavallo che appiedati. Fino al XIV secolo i tornei costituiscono uno dei passatempi preferiti dei signori medievali.

Nel Rinascimento la scherma è codificata in precise regole: nascono diverse scuole, prime fra tutte quelle italiana, francese e spagnola.

Con l’avvento della polvere da sparo e delle armi da fuoco la scherma scompare lentamente dai campi di battagli per essere usata solo dai gentiluomini che risolvono i duelli personali con la “nobile arte”. La spada cambia la sua forma per adeguarsi alle nuove esigenze, assumendo la forma sottile e allungata adatta alla stoccata. Intorno alla metà del 1500 compaiono numerosi trattati soprattutto in Italia; la scuola italiana si diffonde presto in tutta Europa e i maestri d’armi italiani mettono le loro conoscenze al servizio di diverse corti europee.

Intorno alla fine del Seicento si crea una contrapposizione tra la scuola italiana, specializzata nell’uso della sciabola, e quella francese, che usa come arma principale la spada.

La Rivoluzione industriale segna un passaggio fondamentale nella storia dell’uomo ed in quella della società; da una parte la borghesia s’impone come classe egemone, dall’altra l’aristocrazia ed i suoi costumi sono lentamente messi da parte. Il duello personale continua a rimanere fortemente radicato nelle abitudini sociali di diversi Paesi, sia con armi da taglio che da fuoco. Nel 1800 la scherma diventa esclusivamente una pratica sportiva.

La scherma diventa sport olimpico già nelle prime Olimpiadi del 1896 (le prime specialità ammesse sono la sciabola ed il fioretto; la spada compare solo nel 1900).

Stili, regolamento e tecniche

La scherma si distingue in tre stili: spada, sciabola e fioretto.

Le tecniche della scherma sono costituite dall’attacco (all’inizio d’ogni incontro si sorteggia l’atleta che per primo deve muovere l’attacco), dalla parata (ad esempio la prima, la quinta, etc.) e dalla risposta.

I due schermidori s’incontrano sulla pedana; il combattimento è diviso in tre frazioni da tre minuti con pause di un minuto. Vince lo schermidore che per primo realizza quindici stoccate o è in vantaggio alla fine del tempo stabilito; in caso di parità si prosegue per un altro minuto: vince chi colpisce per primo. Si può colpire sia di punta (spada e fioretto), che di taglio (sciabola).

La divisa è composta di calzoni e giubbotto in kevlar, maschera a rete metallica e guanti. La divisa contiene una serie di sensori adatti a trasmettere, tramite un filo collegato dietro la schiena dello schermidore, i punti ad un apparato elettronico di registrazione.

In ogni specialità della scherma l’arma è controllata dalle dita, mentre il polso fa da perno; in base all’asse che si stabilisce tra il polso e l’arma si determinano quattro linee, due basse e due alte, e otto posizioni.

La nazionale italiana di scherma ha vinto numerosissime medaglie sia nelle Olimpiadi che nei Mondiali. Tra i campioni ricordiamo i nomi di Italo Santelli, Aldo Montano, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Salvatore Sanzo, Dorina Vaccaroni.

Oltre alla scherma sportiva, possiamo citare anche la scherma tradizionale; le differenze tra le due pratiche si trovano sia nel regolamento che nelle armi utilizzate. La scherma tradizionale adotta le regole della “scherma da terreno” e le armi da duello, soprattutto la sciabola secca e la “spada all’italiana” (detta striscia).

La scherma italiana è regolata dalla Federazione Italiana Scherma (FIS), nata nel 1904 e facente parte della Fédération Internationale d’Escrime (FIE).

Per informazioni, curiosità ed approfondimenti, potete visitare i seguenti link:

  • Federazione Italiana Scherma www.federscherma.it

  • Federazione Italiana Scherma Antica e Storica www.scherma-antica.org

  • Dizionario della scherma www.professionescherma.org

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