Sport e tempo libero su correre nel verde - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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FREE CLIMBING

L’arrampicata libera, free climbing in inglese, é uno sport praticato su pareti rocciose ed artificiali, dove si presta molta importanza allo stile di salita piuttosto che al salire. L’arrampicatore affronta la salita esclusivamente con il corpo, utilizzando principalmente le mani e i piedi e servendosi di scarpette, corde, imbrago, nuts, moschettoni ed altro materiale per limitare i danni da possibili cadute. A differenza dell’arrampicata in artificiale, dove é possibile utilizzare diverse attrezzature per crearsi appoggi o appigli, in quella libera la progressione avviene senza alcun mezzo artificiale.

La storia dell’arrampicata libera é relativamente recente; agli inizi del 1900 Paul Preuss fu tra i primi a dare maggiore importanza allo stile di salita piuttosto che al raggiungimento della cima nell’arrampicata. Negli anni ’50 l’americano John Gill introdusse tecniche fondamentali d’arrampicata, servendosi della magnesite per migliorare la presa delle mani. In breve l’arrampicata si diffuse negli Stati Uniti d’America ed in Europa, trovando ampi consensi anche tra gli alpinisti classici.

Il free climbing si pratica su rilievi montuosi, principalmente su pareti di granito e falesie. Ogni itinerario presenta un grado di difficoltà espresso dalla scala di Welzenbach (dal nome dell’alpinista tedesco che per primo codificò le difficoltà alpinistiche); a questa, l’UIAA, l’Unione Internazionale delle Associazioni d’Alpinismo, ha aggiunto altri gradi, portando ad XI il livello massimo. Questa classificazione non é uno standard, poiché in diversi Paesi sono usate altre classificazioni.

Riportiamo di seguito le principali classificazioni:

UIAA STATI UNITI INGHILTERRA FRANCIA AUSTRALIA GERMANIA

I

5.2

Difficoltà moderata

1

I

II

5.3

Difficile

2

11

II

III

5.4

Molto difficile

3

12

III

IV

5.5

4a

4

12 - 13

IV

V-

5.5

4a

5a

13

V

V+

5.7

4b-4a

5b - 5c

14

VI

VI-

5.8

4c

5c

15

VIIa

VI

5.9

5a

6a

15 - 16

VIIb

VI+

5.10ù

5a

6a+

16

VIIc

VII-

5.10b

5b

6b

17

VIIIa

VII

5.10c

5b-5c

6b+

18

VIIIb

VII+

5.10d

5c

6c

19

VIIIc

VIII-

5.11a

5.11b

6a

6c+

20 - 21

IXa

VIII

5.11c

5.11d

6a-6b

7a

22 - 23

IXb

VIII+

5.12a

6b

7a+

24

IXc

IX-

5.12b

5.12c

6c

7b – 7b+

25 - 26

Xa

Ia

5.12d

6c – 7a

7b+ - 7c

26 – 27

Xb

IX+

5.13a

7a

7c+

28

Xc

X-

5.13b 5.13c

7b

8a - 8a+

29 – 30

XIa

X

5.13c

5.13d

7b

8b

30 – 31

XIb

X+

5.13d

5.14a

8b – 8b+

31 – 32

XI-

5.14b

5.14c

8c – 8c+

33- 34

XI

5.14c

5.14d

8c+ -9a

Accanto all’arrampicata libera, disciplina che coniuga lavoro fisico, componenti psicologiche, contatto diretto con la natura, avventura e rischio, ricordiamo anche l’arrampicata sportiva (la prima competizione é avvenuta in Italia nel 1985), praticata su pareti naturali o artificiali munite di appigli e ancoraggi (spit) per garantire la totale sicurezza dell’atleta; accanto a questa disciplina, si sta diffondendo dagli anni ’70 anche il bouldering, ossia l’arrampicata sui boulder (massi di dimensioni differenti e con pareti arrampicabili) senza assicurazioni, ad eccezione di un materassino per attutire le cadute. Questa atività, praticata all’inizio come allenamento dell’arrampicata sportiva per provare alcuni movimenti, é oggi una disciplina specifica.

Tra i più noti arrampicatori ricordiamo lo statunitense Ron Kauk, che nel 1975 ha percorso la via Astroman (7a), l’italiano Maurizio Zanolla (detto “Manolo”), che nel 1981 ha concluso l’arrampicata della via Mattino dei maghi con solo 4 protezioni, e il tedesco Wolfgang Gullich.

Per informazioni sull’arrampicata sportiva potete consultare la scheda sulla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI) cliccando questa frase.

 

 

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