VIAGGI E TURISMO: Vacanze e benessere - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini



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Correre nel verde

Luoghi da visitare in Italia

 

SERRAMONACESCA

Il comune sorge alle pendici settentrionali della Maiella su di una collina bagnata ad est dal fiume Alento, e la sua storia è inseparabile da quella dell’ Abbazia. L’etimologica del nome di Serramonacesca, risale ai primi periodi di sviluppo dell’abbazia e indica appunto la presenza dei monaci all’interno del territorio: Serramonacesca vuol dire appunto "serra dei monaci".

Il nucleo originario del paese è costituito ad opera dei longobardi, prendendo origine da una fara, (raggruppamenti di famiglie), e prevedeva anche una divisone dei quartieri in contrade, tra cui Castrum Polegrae, costituito da un fortilizio di forma circolare, sede di numerose abitazioni. A causa di una terribile pestilenza nel 1400 l’intera popolazione delle contrade fu costretta a trasferirsi nel centro di Serramonacesca, che si sviluppò almeno fino ai primi decenni del nostro secolo, quasi esclusivamente per merito dell’agricoltura. Oltre all’abbazia di cui abbiamo già parlato, a Serramonacesca si possono visitare altri storici importanti monumenti come l'eremo di Santo Onofrio, Castel Menardo, e le tombe Rupestri

L'eremo di Santo Onofrio è una chiesa rupestre addossata alla roccia dove all’interno vi è la statua del santo che, secondo un'antica leggenda, era figlio del re di Persia; lui visse santamente in solitudine ed in penitenza rinchiuso in una grotta, che dopo la sua canonizzazione divenne una chiesetta. Castel Menardo, invece, di cui oggi possiamo ammirare solo i ruderi, è una fortezza medievale fatta edificare da Carlo magno nel confine del suo impero in Italia, sulla terminazione di un colle raggiungibile solo a piedi, lungo un incerto sentiero. La sua edificazione risale intorno al XII-XIV secolo.

Infine due parole sulle tombe rupestri, che comprendono alcune tombe ad arcosolio ed una a cappellina, risalenti probabilmente intorno al VIII - IX secolo. La piccola grotta finale del complesso era con tutta probabilità già esistente, e oggi, davanti alla nicchia, nella cappellina, rimane la base monca di una statua che rappresentava San Giovanni in sembianze infantili.

 

 

   

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Materiale d'archivio