VIAGGI E TURISMO: Vacanze e benessere - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini


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Iglesias

Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Iglesias risalgono al periodo Neolitico, come testimoniano le frecce di ossidiana trovate sul colle Buoncammino, sul monte Casulla, o la necropoli di Montixeddu. Nel corso della storia, accertata è la presenza di Fenici (600 d.C.), Cartaginesi (700 d.C.) e soprattutto dei romani, che avevano il centro più importante a Corongiu, a Sud di Iglesias. Iglesias è sempre stata importante per le sue miniere, sfruttate a più riprese dai diversi popoli che invasero e occuparono questo territorio.

Il nome della città di Iglesias non è molto antico, dato che inizialmente veniva denominata data Villa di Chiesa, e anche Villeclesia. Al tempo dello splendore delle repubbliche marittime italiane, la città infatti si trova denominata Villeclesia Argentaria, nome che i Pisani avevano aggiunto non tanto per l'argento che, sia pure in modeste proporzioni, si trovava nelle miniere del luogo, ma perché allora il piombo, che si scavava nelle miniere stesse, prendeva il nome di argentiere.

A parte la dominazione pisana, la storia di Villa di Chiesa o di Iglesias, è strettamente legata a quella di tutta la Sardegna, passata in potere degli Spagnoli dapprima nominalmente (1479) per il matrimonio di Ferdinando II di Aragona con Isabella di Pastiglia, ed effettivamente nel 1516 quando, per la morte del re, salì al trono il nipote, ex figlio, Carlo, che cinse di poi la corona imperiale. Alla morte di Carlo II, avvenuta nel 1700, sorsero diversi pretendenti a contendersi la successione; la guerra che ne seguì finì col trattato di Utrecht (1713) e con quello di Rastadt (1714), per effetto dei quali la Sardegna passò agli Austriaci. Il re di Spagna, Filippo V, la riconquistò nel 1717, ma dovette cederla alla quadruplice alleanza che gli si era formata contro.


 

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