VIAGGI E TURISMO: Vacanze e benessere - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini


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Correre nel verde

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Foligno

Lo stemma più antico di Foligno, secondo Ludovico Iacobilli erudito folignate del Seicento, avrebbe rappresentato il prospetto delle mura della città lambite dalle acque di un fiume e sormontate da cinque torri, sulla più alta delle quali, in posizione centrale, sarebbe stata un'aquila e su ciascuna delle altre un giglio, ed ai lati della porta, accessibile attraverso un ponte, sarebbero stati due leoni affrontati.

Lo stemma risalirebbe al l XIII secolo, quando  nel quadro delle lotte fra papato ed impero aveva il predominio la fazione ghibellina. Ma nel 1305, quando finì con il prevalere la fazione guelfa, l'aquila sovrastante la torre centrale sarebbe stata sostituita da un giglio sormontato da una croce, mentre gli altri elementi figurativi sarebbero rimasti immutati.

Nel 1350 un nuovo cambiamento dovuto alla redazione dello Statuto del popolo, portò lo stemma ad essere raffigurato solamente dal giglio e dalla croce in scudi separati e successivamente raffigurati insieme in un unico scudo diviso perpendicolarmente in due parti uguali e spaccato nella sezione destra.

La storia del territorio di Foligno vede protagoniste in un primo momento solo le popolazioni umbre. Dopo la realizzazione della via Flaminia iniziò la penetrazione dei romani, che istituirono la loro città a nord dell’attuale centro, come testimoniano i ritrovamenti di necropoli e domus.

L'etimologia del nome "Foligno" sarebbe da collegarsi ad un'origine sacrale, con riferimento all'esistenza dei culto della dea Fulginia, che risale sicuramente prima al XII sec. data in cui venne costituito il Comune. La forma ovale della città, ormai persa nella ragnatela della periferia, è percepibile dalle colline che la circondano scendendo da Montefalco o lungo la vallata del Menotre. Viali alberati conducono dai quattro punti cardinali alle porte unite dalle mura medievali.

Il fiume Topino lambisce le mura del versante nord, mentre un suo ramo interno, in cui sopravvive l'antico corso, attraversa la città in alcuni dei suoi angoli più caratteristici, dove un tempo erano attivi antichi opifici. Al di là delle porte le piazze intorno a cui si affacciano i monumenti più ragguardevoli.

In piazza San Domenico, si trovano la chiesa di S. Maria Infraportas e quella di San Domenico; in piazza San Francesco, al di là della Porta Romana, la chiesa di San Francesco e la più tarda chiesa del Gonfalone. Dalla porta dell'Abbadia (oggi Porta Ancona) si giunge a piazza Garibaldi con le chiese di San Salvatore e Sant'Agostino ed infine a piazza San Giacomo, sul versante nord, sorge l'omonima chiesa, appena superato il ponte sul fiume Topino.


 

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