VIAGGI E TURISMO: Vacanze e benessere - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini

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LE BELLEZZE DI ISCHIA

IL CASTELLO ARAGONESE DI ISCHIA

Chi desidera andare a visitare la bellissima isola di Ischia, non può non includere nel proprio programma turistico una tappa al Castello Aragonese, un’immensa costruzione che sorge su di un isolotto di roccia trachitica, collegata al versante orientale di Ischia da un ponte in muratura lungo ben 220 metri.

La storia del castello risale addirittura al 474 a.C., quando fu costruita la prima fortezza dal Greco Siracusano Gerone I, in seguito la rocca fu occupata anche dai Partenopei, dai Romani, dagli Arabi e dai Normanni.

Il periodo d’oro del castello si deve però ad Alfonso d’Aragona, da cui. tra l’altro, ne deriva il nome attuale. Dopo l’ultima eruzione dell’Epomeo, che aveva costretto la popolazione a rifugiarsi sull’isola abbandonando la città che sorgeva nel punto più alto della fortezza, nel 1441 proprio Alfonso d’Aragona aveva fatto costruire il castello Angioino, congiungendolo tramite un ponte artificiale all’isola, e costruendovi intorno alte mura fortificate contro le incursioni dei pirati.

Visitare oggi questa rocca (dal 1912 in mano ai privati che ne curano la gestione), vuol dire fare un tuffo indietro nel passato e capire come e quali segni siano stati lasciati nei secoli dalle diverse dinastie.

L’itinerario per visitare il castello, si snoda su due fronti ai quali si accede o tramite una strada in parte scavata nella roccia (detta mulattiera perché un tempo percorsa dagli animali da soma), o per mezzo di un moderno ascensore che porta comodamente i turisti ad un’altezza di 113 metri, da cui poter incominciare il giro vero e proprio.

L’itinerario di Ponente, che offre una splendida vista sul Borgo di Ischia Ponte, comprende oltre alla Cattedrale dell’Assunta, dove furono celebrate le nozze tra Vittoria Colonna e Ferrante d’Avalos, anche il Convento di S. Maria della Consolazione e la Chiesa dell’Immacolata, voluta dalla Badessa Lanfreschi, dell’attiguo convento delle Clarisse.

Il convento, fondato nel 1574 e soppresso nel 1810 con la legge della secolarizzazione dal Re di Napoli Gioacchino Murat, ospitava circa 40 monache clarisse. A tutt’oggi è visibile il cimitero costruito negli ambienti sottostanti la chiesa, dove vi sono ancora i seggioloni in muratura, sui quali, in attesa che si decomponessero, venivano posti i corpi senza vita delle monache per poterne raccogliere poi gli umori e le ossa.

L’itinerario di Levante invece comprende la "Casa del Sole", antica costruzione nella quale sono esposti i resti artistici di epoche antiche e moderne, una serie di sentieri e terrazze (tra cui quella degli Ulivi affacciata proprio sul Golfo di Ischia), costeggiate da una folta vegetazione, da ruderi e terre coltivate, la Chiesa di S. Maria delle Grazie e dell’Ortodonco e il carcere Borbonico dove, nel 1851, furono rinchiusi prigionieri politici risorgimentali, e accanto al quale è possibile visitare l’interessante, ma al contempo agghiacciante, sala delle torture.

 

FESTA DI SANT'ANNA

Ai piedi dell’imponente Castello Aragonese, si trova la Baia di Sant’Anna, dove ogni anno si svolge una festa che trova le sue radici nelle più antiche tradizioni. Si racconta infatti che moltissimi anni fa, nel giorno dedito a S. Anna, gli uomini di Ischia Ponte, erano soliti accompagnare le mogli in dolce attesa, presso la chiesetta, per raccomandarsi alla Santa protettrice delle gravide.

La processione, che avveniva via mare su delle barche addobbate per l’occasione, si è così tramandata negli anni, ed oggi rappresenta uno dei momenti più attesi per gli ischitani e turisti.

Le barche che partecipano alla processione sono decorate sempre più come i carri allegorici e la festa si è tramutata nel tempo in un vero e proprio "Palio", al quale partecipano i comuni di Ischia e dintorni.

Lo spettacolo della "Festa a mare degli scogli di S. Anna", che si svolge ogni 26 luglio, è un appuntamento che chi decide di visitare l’isola non può perdersi, perché la bellezza dei carri, l’illuminazione della baia e la simulazione dell’incendio del castello con l’aggiunta dei fuochi pirotecnici, creano uno scenario davvero incantevole e indimenticabile.

 
 

 

 

 

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