VIAGGI E TURISMO: Vacanze e benessere - Correre nel verde direttore responsabile Giorgio Gandini


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Correre nel verde

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SIPONTO

Il nuovo e l'antico, il passato e il presente, si fondono a Manfredonia, distesa sulla riva in fondo al golfo che porta lo stesso nome, ai margini del Tavoliere della Puglia. Il mare, la piana di Capitanata e il Gargano si integrano fra loro nella lunghissima sequenza di civiltà e di vicende, che in diecimila anni si sono succedute fino ai giorni nostri.

Nei dintorni sono ancora visibili i resti delle antiche civiltà e delle loro abitazioni, come nella splendida cittadina di Siponto, o "Sipontum" come veniva definita, cioè città delle seppie, secondo l'etimologia più diffusa, o più probabilmente la città costruita sugli scogli sforacchiati dai datteri di mare. Fondatore ne fu il mitico Diomede o, più verosimilmente, quei Dauni primitivi che, portarono qui, dal mare dell’Illiria la ventata nuova di civiltà e di cultura che arrivò dopo la guerra di Troia, documentata nelle famose "Stele Daune", più di duemila pezzi, custodite come unico e inestimabile tesoro che si conserva nel Museo Archeologico Nazionale, nel Castello svevo-angioino di Manfredonia. Come tutti i luoghi di passaggio, punti nevralgici di movimenti di conquista, anche Siponto ha visto e vissuto diverse occupazioni: Annibale, Odoacre, Teodorico, il vescovo Lorenzo che salvò la città dall'ira di Totila, e poi Slavoni, Longobardi, Saraceni.

Quando la malaria e i terremoti resero Siponto una città semidistrutta e deserta, i pellegrini, diretti a Roma dall'Oriente o in Terrasanta dall'Occidente, continuarono a giungere e a sostare qui, prima di salire alla Grotta dell'Angelo. Imperatori, sovrani d'Europa, pontefici, crociati e popolani deponevano le loro ansie e speranze davanti alla splendida Madonna bizantina e scendevano nella cripta tra una selva di colonne e un cielo di ariose voltine a crociera, per cogliere un segno nello sguardo della "Sipontina", la preziosa statua lignea della Vergine col Bambino, ora nella Cattedrale di Manfredonia unitamente al sacro tavolo.

Questa atmosfera così particolare, che ha coinvolto Manfredonia e Siponto, intessuta di memorie antiche e moderne, circola per le strade e nelle piazze, dove si incontrano palazzi nobiliari con stemmi gentilizi, loggiati aperti ed ampie corti interne dalle scale di pietra. Tutto intorno, fra vicoli e viuzze, si susseguono umili casupole in pietrame o in tufi, costituite dal solo pianterreno e dal tetto a terrazza, o sopraelevazioni ad un piano con mugnali, scale esterne e bianchi intonaci di calce.


 

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